domenica 30 settembre 2012

SODDISFAZIONE PER LA BUONA RIUSCITA DELLA MANIFESTAZIONE

Come da programma si è svolta ieri la marcia rivoluzionaria forzanovista a Lucca ed in contemporanea in altre 10 città italiane.I partecipanti, un centinaio di militanti provenienti un pò da tutto il centro-nord dellaToscana, hanno sfilato pacificamente indossandola camicia bianca della rivoluzione ed intonando a gran voce gli slogan che ormai contraddistinguono Forza Nuova da qualsiasi altra forza politica, lavoro prima agli italiani,moneta di popolo e rivoluzione!
Con grande gioia dei partecipanti molti sono stati i curiosi che si sono soffermati a guardare la sfilata del corteo annuendo di approvazione per le grida contro il sistema corrotto
e chiedendo informazioni e chiarimenti sul movimento.
Nessun scontro o momenti di tensioni, tutto si è svolto con vivace serenità e con grande gioia anche della Digos e delle forze dell'ordine presente con un nutrito gruppo di agenti.

Durante i 15 anni trascorsi dalla sua fondazione FN è cresciuta e maturata distaccandosi da elementi e gruppi violenti che troppo spesso ne hanno macchiato il nome riorganizzando le idee pur mantenendo gli obbiettivi originali ed oggi possiamo chiaramente affermare che una forza decisa, dirompente, identitaria e dallo spirito puramente nazionalpopolare è pronta a diventare protagonista nella scena politica italiana.
 
Abbiamo firmato un patto con il popolo italiano: noi non tradiremo la bandiera tricolore!!

Il commento del leader Roberto Fiore sul sito nazionale.

giovedì 31 maggio 2012

MONETA DI POPOLO A VIAREGGIO, UNA SOLUZIONE PER LA CRESCITA


La causa principale della crisi economica che stiamo attraversando è essenzialmente dovuta all’elevato debito pubblico che frena ogni tentativo di Crescita ed aumenta la recessione e quindi la disoccupazione, con l’incubo di un clamoroso default. Tale DEBITO PUBBLICO è certamente imputabile, in primis, alle banche e al loro SIGNORAGGIO. Stiamo pagando un debito pubblico non generato dal popolo, bensì provocato dallo Stato che ha comprato e continua a comprare… denaro emesso dalla BANCA CENTRALE indebitandosi e “trasferendo” tale debito sul proprio popolo. In tempi passati, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il GUADAGNO di chi le emette e le vende, ossia il signoraggio, è del 100% del VALORE NOMINALE. Quando lo Stato chiede denaro alla Banca Centrale paga il costo del valore nominale (e non il solo costo tipografico) con titoli di debito pubblico, ossia e conseguentemente impegnandosi a chiedere e a riscuotere CRESCENTI IMPOSTE ai propri cittadini e alle proprie imprese. Tutto ciò avviene attraverso la Banca Centrale Europea, il vero mostro giuridico creato dal Trattato di Maastricht, esente da ogni controllo: come un vero e proprio Stato sovrano, posto al disopra delle parti.


Inoltre è bene ricordare che il potere di acquisto della moneta è conferito esclusivamente dal mercato, dalla gente. La Banca Centrale non ha “prodotto” il valore del denaro, eppure si comporta come se fosse proprietaria del medesimo denaro, in quanto lo cede allo Stato (e alle banche commerciali) in cambio di titoli di Stato. La moneta è un bene immateriale di VALORE CONVENZIONALE e gravata di debito. La moneta ha valore perché MISURA IL VALORE DEI BENI. Poiché ogni unità di misura è convenzionalmente stabilita, la fonte dello strumento monetario è la convenzione. Ogni unità di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare: il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, il chilogrammo ha la qualità del peso perché misura il peso, la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore. La moneta è inoltre un bene collettivo, in quanto è creato dalla collettività che accetta la convenzione monetaria.


Ecco, che fondamentale importanza, in questo contesto economico e considerato quanto accennato e premesso sopra, assume la “MONETA COMPLEMENTARE”


Una moneta emessa non dalle Banche ma dagli Enti Locali: il Comune o la Provincia non creano debito pubblico ne privato, sarebbe di fatto una vera e propria MONETA DEL POPOLO


Il valore della moneta viene garantita solo dall’accettazione delle persone. Se per l’euro l’accettazione è imposta dalla B.C.E., in questo caso sarebbe solo VOLONTARIA e fiduciaria. Ma il principio è il medesimo: carta che misura una compravendita. Dal punto di vista normativo la Moneta Complementare è da considerarsi come un «abbuono» e pertanto non fa parte della massa imponibile, molto simile comunque alle politiche commerciali della grande distribuzione e per questo facilmente compreso e accettato. In sostanza la Moneta Complementare non è da considerarsi una vera e propria moneta.


La gran parte dei più stimati economisti contemporanei ( praticamente tutti coloro che non hanno interessi diretti con il mondo bancario) ritiene che la moneta complementare sia l’unico mezzo, a disposizione dei popoli occidentali, per uscire dalla crisi.
Oggi l’ applicazione di tale strumento ( risolutivo per la crisi ) è rafforzato da alcune leggi della nostra Costituzione.


Art.1 “ LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO che la esercita nei modi e nelle forme della Costituzione stessa”. E poiché la costituzione nulla stabilisce circa l’emissione del denaro, ossia non la regola e non la attribuisce ad alcun organo costituzionale, l’emissione del denaro è libera facoltà del popolo e tutte le leggi o decreti che volessero limitarla o toglierla al popolo, sarebbero incostituzionali.


Art. 42 “I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, ESPROPRIATA per motivi d’interesse generale…” Dunque, la proprietà del Denaro da parte delle Banche può essere espropriata.


Art. 54 “Ai comuni e alle province la legge riconosce, nell’ambito della finanza pubblica, AUTONOMIA FINANZIARIA fondata su certezza di risorse proprie e trasferite”.


Nel mondo oggi ESISTONO circa 5.000 MONETE complementari! Esse sono di vario genere e utilizzate in diverse comunità: alcune di esse si basano sulla concessione di crediti reciproci che non generano interessi, come il LETS, nato negli anni ’70 e diffuso in Gran Bretagna e Australia. Negli U.s.A. sono circa 70 i grossi comuni che utilizzano una vera e propria moneta complementare al dollaro, e le ITHACA HOURS (presenti dal ‘90) sono un esempio concreto di Crescita ed attestato da tutti.


Per alcuni la moneta complementare è diventato un business ad elevata utilità sociale, come nel caso della Wir Bank svizzera nata come cooperativa con l’obiettivo di sopperire alla crisi del ’29 e che oggi concede crediti in moneta complementare WIR di cui ne usufruiscono circa 60.000 IMPRESE che vogliono fronteggiare le crisi di liquidità e agevolare gli scambi. In Belgio circa 10.000 commercianti accettano pagamenti in RES, moneta complementare utilizzata da oltre 100.000 CONSUMATORI attraverso un’apposita card simile alle carte prepagate ricaricabili. In Italia tale realtà si chiama BexB, società che da dieci anni agevola le sue aziende associate (oggi circa 2400) a vendere e acquistare beni e servizi senza esborso di denaro, ma tramite l’utilizzo dell’unità di conto eurobexb. Da qualche anno è nato lo SCEC (sconto che cammina), moneta complementare rappresentata da biglietti, emessi dall’associazione ARCIPELAGO SCEC, che fungono da buoni sconto sul prezzo riutilizzabili successivamente. Queste sono monete che permettono di acquistare beni o servizi e sono complementari, cioè utilizzate in aggiunta, all’euro.


Anche in passato, il Presidente LINCOLN, avendo bisogno di denaro per finanziare la Guerra, chiese un prestito ai banchieri che gli offrirono un prestito al 24% di interesse; Lincoln rifiutò la loro richiesta perché non voleva gettare la nazione in tale enorme debito e decise di stampare banconote per conto proprio. Lincoln stampò oltre 400 milioni di dollari (senza debito ne interesse) e pagò i soldati, gli impiegati degli S.U. e comprò forniture per la guerra. Poco dopo la morte di Lincoln il governo revocò la legge sulle Banconote che mise fine al denaro esente da debito ed interesse. Fu approvata una nuova legge bancaria nazionale e tutto il denaro tornò ad essere gravato da interesse

Oggi come oggi, l’adozione della moneta complementare non può certo partire dallo Stato: è chiaro a tutti quali siano i rapporti che intercorrono tra il Governo Centrale e la B.C.E, e le possibili ripercussioni che ne deriverebbero con gli altri Governi Europei.

Ma certamente PUO’ E DEVE partire dai singoli Comuni, che non hanno interesse alcuno a far accrescere le Finanze della Banca Centrale!

Perché Viareggio non dà un CORAGGIOSO ESEMPIO al resto del Paese di come sia possibile e “semplice” uscire dalla Crisi ?


La moneta del popolo sarebbe ossigeno puro per l’economia del nostro Comune.


Supponiamo, per esempio, la scelta di tali condizioni da parte dell’ Amministrazione attuale:
- ogni cittadino potrà recarsi al Comune e chiedere 500 monete complementari in cambio di 500 euro
(chiaramente potrebbe stabilirsi un cambio diverso e/o un cambio che vari in funzione della situazione reddituale del singolo cittadino).


- le nuove monete messe in circolazione, avranno un potere d’acquisto doppio, attribuendo di fatto un valore convenzionale maggiore rispetto all’ Euro ( l’ Amministrazione potrebbe stabilire un valore convenzionale diverso e/o che ogni bene o servizio possa essere pagato in moneta complementare “solo” e al massimo per la metà del suo valore in Euro).

Ciò comporterebbe un immediato INCREMENTO DELLE ENTRATE COMUNALI: ogni cittadino che andrà in Comune per il cambio Euro – Moneta Complementare, avrà “regalato” Euro al Comune in cambio di una Moneta che però rappresenterà per lui e la propria famiglia un aumento del proprio potere d’acquisto
Il Comune potrebbe dunque CHIEDERE MENO SACRIFICI ai propri cittadini ( come per esempio la scelta di portare alle soglie minime le aliquote IMU applicabili), e al contempo investire tale incremento delle Entrate in opere e/o processi volte alla Crescita economica e sociale.
Commercianti, artigiani e liberi professionisti locali vedrebbero certamente INCREMENTARE LE PROPRIE VENDITE e offerte di servizi: ogni Viareggino avrà tanto di più da spendere e sarebbe invogliato nell’ acquistare maggiormente nel proprio paese, essendo che tale Moneta non avrebbe valore in altri Comuni.

La Moneta Complementare darà vita ad un ciclo economico-finanziario tale per cui vi sia sempre una COSTANTE CIRCOLAZIONE di tale moneta e quindi ricchezza che rimarrebbe sempre in paese.

È bene sottolineare che i commercianti e gli altri “venditori” avranno comunque un’ incasso in Euro ( visto il limite massimo di cambio e considerata la possibilità che il pagamento debba essere effettuato, come minimo, in euro per la sua metà del valore originario) permettendo loro di pagare propri fornitori e pagare tasse e contributi.


Sarebbe insomma una vera MANNA per l’economia del nostro paese.

martedì 8 maggio 2012

LA DESTRA "VERA" CONQUISTA IL PARLAMENTO GRECO
E' con un sorriso che salutiamo l'ingresso di Alba d'Oro nel parlamento greco che, con il 7% di preferenze dell'elettorato, conquista ben 21 seggi.
Un risultato storico che prospetta un'inversione di tendenza nel futuro della povera e martoriata penisola greca e che sopratutto siamo sicuri saprà rivelarsi un esempio da seguire.
Alba d'Oro è un movimento che per decenni ha fatto politica nelle strade senza mai ottenere risultati apprezzabili alle urne, non hanno mai ceduto, hanno sempre creduto e lottato per la loro patria senza venire premiati dalle elezioni. Nel 2009 arrivano allo 0,29%, nel 2010 alle comunali di Atene riescono per la prima volta a fare un eletto.
Oggi hanno 21 deputati, senza scendere a compromessi, senza rinnegare le loro origini, senza ricercare improbabili svolte "politicamente corrette".
Forza nuova è un partito dai contenuti simili (ma non estremisti) e rifiutiamo categoricamente l'appellativo di "neonazisti" come invece è comparso su tutti i giornali ed i notiziari parlando del successo di Alba d'Oro, un modo subdolo per rivangare nella memoria dei lettori, per associazione di idee, i peggiori ricordi della storia cercando quindi di metterci in cattiva luce.
Riusciamo solo a pensare che anche nel nostro parlamento la paura di perdere la poltrona è tanta e di molti!
Non meno importante e meritevole di lode è il successo riscontrato in Francia dal partito nazionalista di Marine Le Pen, anche questo forte sintomo di ribellione popolare e voglia di chiudere con l'austerità imposta dal sistema Europeo.  Ma forse è giusto estendere quanto detto ai Paesi dell'intera Unione Europea dato che la prima mossa della Grecia sarà proprio quella di distaccarsene, introducendo la propria moneta nazionale, liberandosi con un secco rifiuto dalla morsa bancaria e schiavista della BCE e sbattendo le porte in faccia agli stranieri ed ai loro traffici illeciti e speculativi.
Speriamo solo che il successo di Alba d'Oro non venga ofuscato dai nostri media come sta accadendo per l'Irlanda della quale i giornalisti sembrano essersi dimenticati ma che pare sia riuscita ad azzerare il proprio debito pubblico semplicemente riconsegnando le banche al loro legittimo proprietario: il popolo!
Alba d'Oro ha dimostrato che la costanza, la fermezza, la coerenza e l'ostinazione con il tempo vengono premiate e questo deve essere un esempio per tutti.....

.....ed un monito per i nemici!

giovedì 19 aprile 2012

ABBATTERE L'IMU SULLA PRIMA CASA E' POSSIBILE!!

Incredibile ma vero! L'amministrazione comunale del piccolo paese di Polistena (RC) ha dimostrato concretamente che abbatere l'IMU allo 0,2% sulla prima casa è possibile pur seguendo le leggi imposte dal governo. Di seguito riportiamo la dimostrazione pratica tratta dal sito web del comune di Polistena.
 NON PAGHERA' NULLA sulla prima casa circa il 90% dei cittadini
La maggioranza comunale ha approvato la definizione delle aliquote della nuova imposta, assumendo la decisione storica, esemplare e coraggiosa di non far pagare sulla prima casa la maggior parte dei polistenesi, i quali potranno ridurre a zero il dovuto grazie alla detrazione fissa di €. 200,00 prevista dalla legge ed a quella aggiuntiva di 50 Euro per ogni figlio a carico al di sotto di ventisei anni. Infatti solo per fare qualche esempio reale:
- con nucleo familiare composto anche da un solo componente proprietario di una casa classificata nel gruppo A2 (abitazioni civili residenziali) con 7,5 vani (120mq circa) classe 3 (massima) e rendita catastale di € 561,65 - NON SI PAGA
- con nucleo familiare composto da almeno un figlio a carico sotto i 26 anni e genitori proprietari di una casa classificata nel gruppo A2 (abitazioni civili residenziali) con 10 vani (180mq circa) classe massima e rendita catastale di € 748,86 - NON SI PAGA
- con nucleo familiare composto anche da un solo componente proprietario di una casa classificata nel gruppo A3 (abitazioni di tipo economico) con 7,5 vani (120mq circa) classe massima e rendita catastale di € 426,08 - NON SI PAGA
Per i gruppi A4 - A5 - A6 (Abitazioni popolari - ultrapopolari -rurali) dove la rendita catastale è assai inferiore alle altre categorie, esenzioni pressochè totali - NON SI PAGA
- con nucleo familiare composto anche da un solo componente proprietario di un villino classificato nel gruppo A7 (abitazioni tipo villini) con 7,5 vani (120mq circa) classe massima e rendita catastale di € 619,75 - SI PAGANO €. 8,24, ma con un figlio sotto 26 anni NON SI PAGA.

Evidentemente non si tratta di fantascienza ma di REALTA' e la copia del documento che sta facendo il giro d'Italia a testimonianza di quando detto è qui di seguito riportato


Data la difficile situazione economica nella quale si trovano molte famiglie viareggine, continuamente pressate dalle richieste di denaro del governo Monti, sarebbe una bella presa di posizione da parte del nostro Sindaco Lunardini, reduce dalla burrascosa riconferma dell'incarico, dimostrare finalmente ai cittadini qualcosa di concreto di cui andare fiero.

mercoledì 11 aprile 2012

FERMARE L'INVASIONE CINESE E' POSSIBILE?

ROMA - Sono praticamente quadruplicati (+272%) gli sbarchi di concentrato di pomodoro cinese in Italia negli ultimi dieci anni e rappresentano oggi la prima voce delle importazioni agroalimentari dal gigante asiatico. E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base di una analisi sui dati dei primi cinque mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2000. Alla luce di questi dati, Coldiretti sottolinea che «la possibilità di spacciare come Made in Italy la produzione orientale, oltre ai rischi sanitari confermati dai recenti sequestri, sta mettendo in crisi la coltivazione della vera pummarola Made in Italy, il cui raccolto è stimato quest’anno in calo di quasi il 10%». Il quantitativo che sbarca in Italia dalla Cina, secondo l’organizzazione, dovrebbe superare a fine anno i 100 milioni di chili, pari a quasi il 15% della produzione di pomodoro fresco italiana destinato alla trasformazione realizzata in Italia. Dalle navi - denuncia Coldiretti - sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Sottolineando che nelle campagne «si segnalano ritardi nel ritiro dei prodotti, clausole vessatorie e mancato rispetto delle regole contrattuali che stanno provocando incertezza e danni ai produttori agricoli», Coldiretti chiede «una iniziativa da parte del Ministero delle politiche agricole per verificare l’evoluzione della campagna di raccolta ed avviare le eventuali attività di controllo negli stabilimenti industriali». Già nei mesi scorsi le associazioni dei Consumatori e le organizzazioni degli agricoltori erano rimaste con il fiato sospeso in scia alla possibilità di dare il via libera al commercio nel nostro Paese dell’aranciata "senza arance" con la decadenza dell’obbligo di vendere il prodotto con almeno il 12% di succo. Pur tuttavia, in accordo con quanto sottolinea la Coldiretti, gli inganni a tavola non si fermano all’aranciata o al pomodoro, visto che è possibile stilare in fatto di falso made in Italy una vera e propria "lista degli orrori" con il vino che svolge un vero e proprio ruolo da protagonista. Basti pensare al cosiddetto "vino ai trucioli", oppure ancora il "vino dealcolato", quello "allo zucchero" e quello "rosé ai miscugli"; ma c’è anche il "vino senza uva" la cui fermentazione avviene con la frutta, lamponi e ribes. Nella "lista degli orrori" ci sono poi tutta una serie di formaggi ottenuti con polveri al posto del latte fino ad arrivare al cioccolato dove al posto del cacao vengono utilizzati i grassi vegetali. La Coldiretti, tra l’altro, sottolinea la necessità di contrastare l’odioso mercato dei falsi alimentari che, oltre abbassare la qualità dei cibi in commercio, colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione che, a causa della crisi economica, sono gioco forza costretti ad acquistare prodotti sottocosto e spesso di dubbia provenienza e preparati con materie prime scadenti. Ed è proprio su questo punto, cioè sull’italianizzazione dei prodotti di scarsa qualitò, che punta il dito la Coldiretti, che ha organizzato una recente manifestazione di protesta: «Prodotti alimentari stranieri di scarsa qualità spacciati come made in Italy a danno dei consumatori e dei coltivatori che chiedono di fare chiarezza».
Basterà tanto per fermare l’invasione cinese?


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INTERESSANTE ARTICOLO SCRITTO DAL "NEMICO"
Sul blog di Forza Nuova Pisa: Il Post
dal titolo: Perchè Forza Nuova fa paura!

mercoledì 4 aprile 2012

ASILO NIDO, NON C'E' POSTO PER TUTTI
Di seguito riportiamo un articolo tratto da "La Nazione" che, come ogni anno, riporta alla ribalta il solito problema legato alla disponibilità di posti negli asili nidi della nostra città.
Non crediamo di dover spiegare quanto sia importante che i nostri figli giochino e socializzino tra loro in spazi adeguati, sicuri e sotto gli sguardi attenti di personale qualificato (anche se purtroppo non sempre questo si è rilevato vero). I bambini rappresentano il futuro del nostro paese ed è su di loro che andrebbero concentrate tutte le nostre attenzioni e quelle dello stato.
Segue l'articolo:
 Viareggio, 28 agosto 2011 - Salvo qualche esempio virtuoso, le liste d’attesa per gli asili nido versiliesi sono ancora lungi dall’essere abbattute: restano fuori, in totale, 268 bambini. A Viareggio, per vedere la situazione dei servizi all’infanzia 0-3 anni basta controllare le graduatorie pubblicate sul sito internet del Comune: su un totale di 259 richieste, per tredici strutture (tra asili e giocherie), sono 203 quelle che hanno trovato accoglimento. Vien da sé che a «chiedere asilo» sono rimasti in 156. La soluzione per queste famiglie? Affidarsi a una baby-sitter oppure vagliare tra le varie offerte dei nidi privati la più adatta alle proprie esigenze. In città però, su sei strutture private autorizzate, non esistono asili accrediti convenzionati: con questa speciale qualifica gli asili privati potrebbero accogliere alcuni dei bambini in lista e la Regione, attraverso un voucher, pagherebbe una parte, o l’intera quota, della retta mensile. Potrebbero, ma non possono visto che in città questa opportunità non è stata ancora presa in considerazione. Quindi, la famiglia rischia un salasso. L’opzione, invece, a Massarosa è già una realtà assodata: oltre ai due asili pubblici nel comune collinare c’è una struttura privata che gode dello status dell’accreditamento. Ma la strada verso l’azzeramento delle liste d’attesa è ancora lunga. Rispetto all’anno scolastico 2010/2011 i bimbi in lista quest’anno sono scesi da 65 a 42, ma allo stesso tempo sono diminuite anche le richieste d’accesso: passate da 131 dello scorso anno scolastico alle 90 attuali. Situazione pressoché invariata rispetto al passato anche a Camaiore dove 60 famiglie non potranno contare sul servizio educativo comunale a fronte di 145 richieste totali. Anche qui, oltre alle tre strutture pubbliche, il comune si affida ad un asilo accreditato.